David Bowie: un’icona. Il camaleontico Re dello Stile

Era il 1996 quando David Bowie veniva inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, riconoscimento al quale si aggiungeva, un anno dopo, la celebre stella sulla Hollywood Walk of Fame. Nel 2008 entrava al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo la rivista Rolling Stone per Life on Mars?, Space Oddity, Fame e Heroes. Parlare della musica di David Bowie, delle sue influenze, sarebbe lungo ed è già stato fatto. Dirò solo che, raggiunto il successo nei primi anni ‘70, ha attraversato cinque decenni di musica rock  conquistando la fama di inventore del glam rock. Il glam o glitter rock, prende il nome dall’abbigliamento Glamour, ovvero un look curato, colorato e vistoso.

David Bowie: il Re dello Stile inglese

Nel 2013, infatti, è stata  la BBC ad inserirlo al primo posto, in una classifica di Storia definendolo il britannico meglio vestito di tutti i tempi. Una vera e propria icona. Originale e provocatorio David Bowie ha interpretato la sua vita in una dimensione completa e sempre all’avanguardia. Carismatico e con un sex appeal che lo rendeva affascinante sia per gli uomini che per le donne, ha sempre giocato con il suo lato femminile tra tacchi alti, zeppe e tute attillate. Le sue ossessioni, che andavano dal teatro kabuki giapponese alla fantascienza, lo hanno fatto diventare un portavoce della libertà sessuale.

Ho sempre avuto un bisogno ripugnante di essere qualcosa più che umano. Mi sentivo molto debole come umano, e ho pensato ‘Voglio essere superumano’

Sempre alla BBC lo stilista giapponese Kansai Yamamoto che disegnò per lui, fra gli altri, uno splendido abito in vinile a forma di pera a righe bianche. 

Lui è stato qualcuno che ha saputo esprimersi sia con la musica sia con la moda. Uno come lui non sarebbe tanto raro attualmente, ma è stato un vero pioniere negli anni ‘70

 

Il camaleonte

La natura poliedrica e camaleontica di Bowie, lo ha portato a reinventare nel tempo il proprio stile e la propria immagine, creando numerosi alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, The Thin White Duke e Nathan Adler. Con gli anni ‘80 e ‘90 ha continuato ad evolversi rivelando altre sfaccettature di sé. I look sono diventati man mano più mascolini e classici senza però perdere l’immagine di icona.

Ho reinventato la mia immagine così tante volte che devo negare di essere stato in origine una donna coreana in sovrappeso (…) Mi stupisco sempre di come le persone prendano sul serio quello che dico. Io non so nemmeno prendere sul serio quello che sono aveva dichiarato il Duca Bianco nel corso della trasmissione Late Night with Conan O’Brien. Arrivano, quindi, il cappotto Union Jack disegnato da lui stesso con Alexander McQueen nella copertina dell’album Earthling del 1997 e l’inquietante Pierrot di Ashes to Ashes disegnato da Natasha Korniloff.

Blackstar – Tanto ancora nell’arco della sua carriera segnata da alti e bassi, per problemi di salute e di dipendenze. Le sue apparizioni diventano saltuarie ed il suo ultimo concerto è del 2006 con Alicia KeysL’8 gennaio 2016 esce Blackstar, il suo commiato dal pubblico, due giorni dopo muore nel proprio attico di New York.

Victoria & Albert Museum – La popolarità e l’importanza del Duca Bianco sono stati tangibili nel 2013 quando la mostra omaggio al Victoria & Albert Museum di Londra David Bowie Is è andata sold out con oltre 300 mila spettatori in poco più di 4 mesi.
Non vi aveva collaborato direttamente ma aveva messo a disposizione tutto il suo archivio storico. Una storia iniziata nel 1963 quando, diciassettenne, suonava come sassofonista con il nome di David Jones per la band The Kon-rads nella Londra degli anni anni ’60, fotografato da Roy Ainsworth.

Innovazioni ed ispirazioni – Da Jean Paul Gaultier a Riccardo Tisci, da Miuccia Prada a Dries Van Noten molti sono stati gli stilisti che hanno portato le innovazioni di David Bowie sulle loro passerelle. Come molti sono gli artisti che hanno tratto ispirazione dalla sua genialità. Fra tutti troviamo anche Lady Gaga e Marylin Manson.

Tante identità per altrettanti look – Dal modernismo degli anni ‘60 allo stiletto indossato con estrema noncuranza sul palco per finire con l’abito glam rock del periodo  dei Tin Machine. Sicuramente Bowie il camaleonte sarà ricordato anche per aver rivoluzionato tutti i canoni estetici tradizionali e per aver aperto le porte allo stile androgino. David Bowie, il Duca Bianco ossessionato dalla fantascienza da sempre ora è sicuramente lo Starman che cantava nel 1972.

 

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